N   O   N      S  O  L   O       F  U   M   E  T   T   I   .    .   .


C    e    s    a    r    e        P    u    p    p    i

POESIE
"ATTRAVERSO LE RIME MINORI"

 

Cesare Puppi Ŕ uno dei principali membri del gruppo letterario "Acarya" di Como. Poeta da sempre, Puppi ama l'Amore, tema che ha sviscerato soprattutto in questi ultimi anni. Ha la fortuna di essere adagiato in un'oasi verde. Molto, forse troppo modesto, il suo stile Ŕ particolarmente ricercato e si autodefinisce "ricercatore filosofico", anche se la sua ricerca continua ancora, ancora e ancora...





FUTURO

RIDOTTE PARTICELLE
SENSAZIONI ATOMIZZATE
NAVIGANO LE STRUTTURE
DELL'INCONSCIO
AGGREGANDOSI
O SFUGGENDO
AL CODICE INSONDABILE
DEL DOMINANTE IGNOTO
SPERDUTE ENTIT┴
SPINGONO L'INCEDERE
VERSO DESIDERATI APPRODI
COLMI DI COSTANTI ATTESE

................................................
anche al naufrago Ŕ concesso un domani


RICERCA

Nudo m'aggiro
e son venuto al mondo
in questa guisa.
Mi ritrovo a prender parte,
girovago ed errante
ad una rappresentazione
come se fossi un mimo.
E mi sfugge il presente;
e il passato Ŕ offuscato.
Domani forse,
scorger˛ la via.




L'INTERROGATIVO

L'inquieto pudore
della severa TUA immagine

gioia sofferente
tra il sudario
di piccole foglie

Ŕ penetrante sgomento
come il dramma
del Cristo / uomo
che silente
si affranca dal dolore
facendosi preghiera

Sottile
lo scorrer di ronda
imbriglia pensieri
e inghiotte la complicitÓ
di un altro baratto
per un giorno bruciato......
per un altro domani
che attende riscatto.




OLTRE

VanitÓ
consumo effimero
che nutre
il mondo.
Inutili fiammate
collocate sul nastro
sofisticato
del benessere.
La sofferenza Ŕ
messa nella spazzatura,
come mescola
di stracci.
S'incrocia la gente
incredula
in cerca del bene
che porta
oltre l'illusione.
La via del Presepe
luce di grande Mistero,
all'anima concede
l'approdo finale.




FANTASIA breve

NOTTE
ONIRICO CAVALCARE
SU CHIMERE FUGGENTI

CHE UN INQUIETO RISVEGLIO
ANNULLER┴
EVAPORANDO
TRA DORATI BAGLIORI


***********************


( da " PROGETTI " )

inseguiamo la paventata felicitÓ
escludendoci dalla saggezza.






Natale '94

La mezzaluna in cielo
rischiara la notte al gelo
e spruzzi di stelle lucenti
veglian sui bimbi dormienti.
Con fiato sospeso il creato
attende l'evento beato
ed Angeli in volo festanti
acclamano il Verbo con canti.
Il nostro cammino è tutto proteso
con cuori raggianti al dì tanto atteso;
s'avvera il mistero del SANTO NATALE
s'inchinan le genti al BIMBO REGALE.


QUADRO CON PAGLIACCIO

Sfugge l'immagine
nel velluto d'ombra
che esalta le fattezze
della tua impenetrabile espressione
in cerca di un sorriso.
Sei scrutato
con sufficienza
da chi ostenta
critiche buffe
fatte di vuote sillabe
e sottile indifferenza.


Ma io sò

di poter contare su di te
e nei momenti di ricerca
mi scopro
a condividere la tua pena.
Piango, piango
e
forte ti abbraccio.


ridi, pagliaccio;
.. ridi...

sconsolato
prigioniero nella tela
col muto violino
a te appoggiato
scuoti le corde
del mio cuore.


STROFE

RILEGGETEVI UN ROMANZO
AVVOLTO DAL SUONO
DI UN SAX
E ACCOMPAGNATEVI
DANZANDO
UNA MELODICA CANZONE
AL RITMO DI FOX
POI SULLE TRACCE
DI UN AMOR PERDUTO
NEL MOSAICO DI ARCANE
SENSAZIONI
HAI DISPERSO
IL FANTASTICO MOTIVO



VALUTAZIONI SULLA NATURA

Non brilla
di grazia
sotto la tenda
l'oblio di luce ramata.

Da sponde infiorate
s'è spenta
la notte d'estate.

Viene
d'autunno
il peregrinare
di foglie
e levigati colori
si assopiscono
nella bruma silente.


UNO STRAPPO SUL PENTAGRAMMA

da quest'anima

che sulle note

sofferente sanguina

si eleverà

al tramonto

il tuo grido

di gioia

e musica soave

varcherà il firmamento

ancora incendiato di sole



XXI secolo VIAGGIO DI UN PELLEGRINO

Irresistibile
la sconfinata ascesa
del termitaio umano
s'innalza
dalla crosta terrestre
fino a provocare
trasformazioni essenziali

quanto all'ordine naturale
esso è sovvertito
da molteplici e
intimidatori comandi
che mai si nutrono
di spirito
e sfruttano il mistero

allora
nel ribelle pensiero
avviene la ricerca
del progetto universale
ove ancora
l'uomo può
con risorse
di giustizia
esaltare la ritrovata fede


SUL MALATO IMMAGINARIO

"Fuori l'unguento!"
gridò sgomento
l'Argan malato:
dal suo immaginario
aveva spiato
come quel sudario,
dalla servitù approntato,
appartenesse... all'ultimo tragitto.
"Maledetti! - urlò eccitato -
Steso ancora non son e
con diritto
imploro che Belzebù
vi colga"
Aggiunse: "da questa becera postura
da me bramata oltre misura,
si riproduca un accidente,
chè la vita non v'ha dato niente!"
Ciò detto si placò e si distese
Sottile e muto
come l'ultimo sospir fatale
l'Argan giacque mortale.